Viaggi effettuati: Carrera del Atlantico 2006
Il Silenzio, il Mare, gli Odori, la Bellezza
Queste quattro parole racchiudono nella loro semplicità l’essenza
di questa corsa a tappe, la Carrera dell’Atlantico.
L’Isola di Tenerife ci
ricorda qualcosa di primordiale con la sua forma, con il suo vulcano, il Teide,
che si alza sul mare fino a 3817 metri, quello che siamo andati a scoprire con
la corsa è stato ancora più sorprendente.
Fuori dai normali circuiti turistici ci siamo ritrovati a contatto
con una natura selvaggia, potente, dove l’umano è un qualcosa di …superfluo.
Ma veniamo al viaggio: dopo la “pesata” fatta da Luca Speciani e la sua
chiacchierata sul “cibo spazzatura” (così chiama alcuni alimenti) che mangiamo,
iniziamo a temere la tappa che si svolgerà a 2200 metri nel vecchio cratere del
Teide con infinite discussioni su salite, discese, distanza, durezza.
Il mattino dopo ci ritroviamo a fare i conti con le nuvole,
un tappeto di panna montata che ci avvolge nella salita in pullman: ma a 1600mt
come d’incanto il cielo si apre e un bellissimo sole ci scalda ( siamo a 10
gradi!). Alla partenza a farla da padrone è la prima delle quattro parole, il
silenzio. La fila dei concorrenti si allunga, si rimane soli in mezzo alla lava
solidificata con alla destra la sagoma inconfondibile del vulcano con ancora
chiazze di neve. Sembra di correre su una strada di Marte, quelle che le sonde
ci hanno mostrato in questi ultimi anni. L’aria è tersa, i polmoni si aprono al
massimo e siamo soli con noi stessi a contemplare la bellezza e la forza di
questi paesaggi.
Il Mare è invece il motivo della seconda tappa. Si corre dal paese
al faro e ritorno su di un tratturo a picco sul mare. La forza dell’oceano si fa
sentire con il fragore delle onde, il vento ci spinge e ci contrasta mentre i
primi già ritornano verso il traguardo. Nel tratto di ritorno le gambe urlano la
loro fatica, dopo la montagna la gara è veloce, senza risparmio, distratti solo
dalla sagoma moderna e affilata del faro all’andata e dal miraggio dell’arco di
arrivo al ritorno.
Ci aspetta il giorno di meritato riposo in attesa di
un’altra tappa spauracchio; e riprendono i discorsi infiniti su salite, discese,
distanze, pendenze.
Si sentono di nuovo le classiche frasi dei podisti, sui malanni sui
dolori, infortuni, sul “vado piano” e “sulla scarsa forma”. Ma tutte parole e
frasi superate al momento dello sparo, al momento del via quando l’adrenalina
prende il sopravvento sulla mente.
Terza tappa, la mezzamaratona, ancora la
nebbia che ci avvolge nella salita tra i boschi, ci rende tutti fantasmi. E sono
gli Odori a distrarci stavolta: l’odore della nebbia, della vegetazione
lussureggiante, del sottobosco bagnato, dei fiori incredibili che qui sono
alberi mentre da noi sono in vaso! Raggiunto il crinale a 1380 metri si scende
verso l’arrivo ed ecco il sole ad illuminare la strada tra i pini canari, si
aprono viste mozzafiato sulle spiagge in basso. L’odore qui è di resine, odori a
noi noti di spezie. Dopo la fatica iniziale le gambe corrono da sole, vorrebbero
staccarsi dal corpo che non riesce a seguirle, curva dopo curva, con il sole ad
asciugare il sudore della salita.
L’ultima tappa è una sorpresa per tutti,
ci si aspettava la pianura, ma il pullman ci porta su quella che sembra una
strada di montagna fino ad un paesino incastonato su un vallone: la bellezza.
A piedi è meno difficile di quello che sembrava, di nuovo la mente
è distratta dai panorami, la bellezza del mare, di questa strada incastonata tra
acqua e montagna. La discesa ci regala la vista della lunga striscia di sabbia
del Sahara che è il nostro traguardo, di questa tappa e di tutta la Carrera. La
bellezza del contrasto di colori, il blu, il giallo, il verde. La bellezza di
tutti quei puntini colorati, di tutti i colori, che scendono verso la meta e il
riposo. Ma solo il tempo di riprendere fiato, di smaltire la fatica della mente,
pronti a parlare della prossima gara del prossimo viaggio. La “pesata” finale di
Luca ci regala miglioramenti solo sperati, ma frutto di lavoro di gambe e di
mente, con il proponimento di continuare sulla strada appena iniziata.
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